Il museo, inaugurato nel 2005, rappresenta un’opportunità per scoprire non solo l’aspetto naturalistico ma anche quello culturale del territorio.
In ognuna delle stanze del museo viene presentato un aspetto diverso del paesaggio del Parco:
- Nella prima sono proposti dei piccoli flash sui contenuti del Museo attraverso dei pannelli girevoli ed un video del Parco
- Nella seconda stanza un grande libro apre le porte alla conoscenza dei Sibillini e del mito della Sibilla attraverso la letteratura, la musica, la storia e l’arte
- La stanza successiva rappresenta l’area naturalistica per eccellenza del Museo; in essa si potranno conoscere gli aspetti geologici, naturalistici e faunistici del Parco attraverso pannelli esplicativi e strumenti sensoriali come ad esempio un pannello sonoro che riproduce i versi dei più importanti uccelli del Parco
- Nella quarta stanza vengono illustrati gli aspetti della vita contadina del territorio, del paesaggio agrario e del suo utilizzo, dei prodotti tipici coltivati e delle forme di organizzazione sociale legate allo sfruttamento del territorio
- Nella quinta stanza viene proposto un percorso nel mondo della pastorizia attraverso strumenti sensoriali, un libro esplicativo e l’esposizione degli oggetti antichi legati all’attività del pastore
- In un altro locale è invece collocato un plastico del territorio del parco dove vengono esposti reperti italici e di epoca romana, gli incastellameti, le chiese, le torri, le Abbazie, le Ville e i mulini
- Nell’ultima stanza viene offerta una panoramica degli antichi mestieri compiuti nel territorio. Attraverso numerosi pannelli e oggetti si potrà entrare nel mondo del norcino, del falegname, del mugnaio, di chi intrecciava i canestri, di chi lavorava l’argilla e la calce, di chi tesseva e tingeva i tessuti e di chi conciava le pelli
All’interno del museo, in seguito all’ultimo terremoto, è stata allestita la parte superiore dell’edificio adibito a conservare pezzi unici.
Parliamo di opere d’arte precedentemente custodite in chiese, monasteri ed edifici pubblici. Luoghi non più accessibili o comunque non sicuri per custodirle. Tra questi c’è un organo portatile di circa 300 anni, da tempo in disuso. Dopo averlo spolverato, prima di inserirlo nel museo, è stato usato ancora una volta in occasione di una festa del territorio.
Ingresso: 3 euro